Displasia dell'anca nel cane: un aiuto dal silicio

Displasia dell'anca nel cane: un aiuto dal silicio
20 Novembre 2012

La moderna alimentazione industriale ha la tendenza a produrre un eccesso di acidi (acidosi), che portano a una mancanza di sali minerali e alla diminuzione di silicio. Inoltre, a causa della lavorazione degli alimenti industriali (crocchette e scatolette), il contenuto di silicio si riduce drasticamente. Tal elemento si concentra negli osteoblasti a livello mitocondriale e assieme alla vitamina C assicura la formazione del collagene che è indispensabile per la formazione dei glicosaminoglicani della cartilagine.

Il silicio gioca un ruolo importante nella prevenzione delle patologie di accrescimento del cane, come la displasia del gomito e dell’anca. Nello sviluppo delle patologie osteoarticolari di accrescimento, l’elasticità dei legamenti e delle capsule articolari giocano un ruolo fondamentale. Spesso i nostri amici a quattro zampe (specie le razze predisposte di taglia media grande) sono alimentati con proteine di scarsa qualità, con l’aggiunta di una quota eccessiva di carboidrati (sotto forma di cereali, melassa, barbabietola farina di mais, ecc.), che a volte supera il 40 per cento. Ciò fa aumentare la massa grassa a discapito della massa magra (muscoli), che assieme all’accesso di peso e soprattutto di attività motoria su superfici non adatte (corse su pavimenti scivolosi, troppa attività su terreni duri), compromette legamenti e capsule articolari che non sono sostenuti da una massa muscolare efficiente. Per irrobustire questi legamenti e capsule articolari (che dovrebbero sostenere le articolazioni, distribuendo il carico su tutta la superfice articolare), è fondamentale un’integrazione oltre che di calcio, magnesio e vitamina D, anche di quella C e di silicio. Questo elemento è importante, anche, per la conservazione dell’integrità del tessuto connettivo che contiene 30/40 per cento di elastina e 2-3 per cento di mucopolisaccaridi. L’elastina contiene, infatti, da 200 a 500 mcg/g di silicio e i mucopolisaccaridi.

L’elasticità della cartilagine è essenziale, perché protegge le ossa pure da piccoli traumi provocati dai movimenti - soprattutto nei cuccioli che sono particolarmente imprevedibili - diminuendo l’attrito nell’articolazione con una migliore elasticità. Un’alimentazione ricca di silicio è una buona forma di prevenzione, ma sfortunatamente non basta perché è di difficile assimilazione. Solo la silice organica ha una biodisponibilità che ne permette l’assimilazione, poiché è metabolizzata da microrganismi che la rendono, per l’appunto, organica e idrosolubile. Grazie alla sua idrosolubilità e agli aminoacidi trasportatori che a esso si legano, durante la fase di predigestione il silicio organico ha un tasso di assorbimento del 70 per cento e non affatica i reni. Il silicio organico, oltre che prevenire le displasie osteoarticolari, è pure un ottimo antinfiammatorio: il suo utilizzo nelle patologie artrosiche ha evidenziato un recupero della mobilità articolare con una migliore elasticità dei tessuti periarticolari e della cartilagine articolare. L’integrazione di silice organica è, quindi, indispensabile nella crescita di razze canine predisposte alla displasia dell’anca e del gomito, insieme pure alla vitamina C. Oltretutto, la sua integrazione è fondamentale in tutti quei processi infiammatori, in cui sia richiesta una maggiore elasticità tessutale, come artrosi della colonna vertebrale, ernie discali, speroni ossei o artrosi invalidanti. Il suo utilizzo nelle patologie osteoarticolari ha evidenziato, infatti, il recupero della mobilità e la regressione del dolore, mentre nell’osteoporosi una remineralizzazione delle zone decalcificate.

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