La filariosi nel cane

La filariosi inizialmente non presenta sintomi. Dopo può comparire astenia, difficoltà respiratoria, poco appetito e, in casi più gravi, anche insufficienza cardiaca, edema polmonare... Solo il medico veterinario è in grado di verificare se l’animale ha contratto la malattia.

La filariosi cardio-polmonare è una malattia che inizialmente non presenta sintomi, poiché i danni causati dai vermi presenti all'interno del cuore sono graduali e progrediscono nel tempo. Questo, purtroppo, è uno svantaggio per la diagnosi della patologia che spesso viene effettuata quando ormai essa è allo stadio avanzato.

Alla presenza di sintomi, nei casi meno gravi si possono avere astenia, difficoltà respiratoria, mancanza di appetito e dimagrimento, più evidenti in cani da caccia o cani "sportivi" dove il calo delle prestazioni è più facilmente rilevabile dal proprietario. Nei cani domestici o che comunque fanno poco movimento, invece, i sintomi possono non essere notati anche per molto tempo. Il problema resta comunque grave, perché tali soggetti asintomatici fungono da serbatoio della malattia ed espongono gli altri cani a un maggiore rischio d’infestazione.

Nei casi più gravi la patologia si manifesta attraverso insufficienza cardiaca, edema polmonare con tosse, crisi respiratorie e collasso cardio-circolatorio. Infine, si possono manifestare - anche se molto raramente - sintomi nervosi, quali alterazioni comportamentali, crisi simili all'epilessia, mancata coordinazione dei movimenti e paresi posteriore.

Per essere sicuri che il proprio animale non abbia contratto la filaria, è fondamentale portarlo dal medico veterinario, l'unico in grado di diagnosticare la patologia: inizialmente, attraverso un esame clinico per valutare la presenza o meno dei sintomi sopra citati; dopodiché, con un esame del sangue al microscopio per rilevare eventuali microfilarie in circolo.

In caso negativo, per escludere completamente l'infestazione, potrà eseguire un test sul sangue del cane per verificare la presenza di filaria attraverso la rilevazione di sostanze prodotte dal parassita stesso.

La filariosi cardiopolmonare nel cane non sembra avere una predilezione di età o di razza; tuttavia sembra che i cani maschi siano colpiti più frequentemente delle femmine. Naturalmente, cani di grossa taglia che generalmente sono abituati a vivere all'aperto sono più a rischio di cani di piccola taglia che invece vivono in casa. Inoltre, contrariamente a quello che si pensa, la lunghezza del pelo dell'animale non sembra avere molta influenza.

Prima che i parassiti della filaria raggiungano la maturità sessuale e si insedino a livello cardiaco (nel cuore) e delle arterie polmonari, passano svariati mesi. Poi, prima che i parassiti adulti raggiungano un numero tale da provocare dei sintomi evidenti nel cane, trascorre un ulteriore lasso di tempo. Dunque, quando il proprietario nota dei segni di malattia nel proprio animale, questo è stato infestato già da parecchi mesi o anche anni.

I cani colpiti da filaria solitamente vengono divisi in quattro classi sintomatiche (in base ai segni che mostrano), secondo la gravità dell'infestazione (che corrisponde al numero dei parassiti adulti presenti nelle arterie polmonari e nel cuore, quindi al tempo dell'invasione della filaria nell'animale):

Classe 1 (forma subclinica o lieve)
Il cane non ha modificazioni dello stato di salute, si presenta bene, non mostra segni e sintomi di malattia, ma agli esami di laboratorio risulta però positivo al test;

Classe 2 (forma moderata)
I parassiti della filaria hanno raggiunto, all'interno delle arterie polmonari e del cuore destro (quella parte del cuore che riceve il sangue venoso e lo "pompa" ai polmoni), dimensioni e numero tali da determinare sintomi quali affaticamento del cane, tosse occasionale, scarso rendimento con dispnea (difficoltà respiratoria) sotto sforzo (ad esempio, dopo una corsa o dopo aver giocato), possibili soffi cardiaci (alterazioni della funzionalità delle valvole cardiache) e possibile perdita di peso;

Classe 3 (forma grave)
La filaria ha parassitato l'animale da così tanto tempo da aver raggiunto dimensioni e numero tali da provocare numerosi danni al cuore e alle arterie polmonari, che si possono manifestare con una scarsa condizione fisica del cane (il quale si presenta anche dimagrito), dispnea o tachipnea (aumento di frequenza del respiro), tosse, anemia (diminuzione dei globuli rossi nel sangue, poiché la filaria si nutre delle cellule sanguigne), aumento di volume dell'addome, insufficienza cardiaca destra (scarsa funzionalità), epistassi (perdita di sangue dal naso), alterazioni polmonari e fenomeni tromboembolici (frammenti di parassiti, assieme a trombi - ovvero coaguli di sangue provocati dai parassiti stessi - possono determinare delle occlusioni improvvise di vasi sanguigni)

Classe 4 (sindrome della vena cava) 
I parassiti della filaria sono così grandi e numerosi da occupare non solo le arterie polmonari e il cuore destro, ma da risalire nell'atrio destro fino alla vena cava (grande vaso che porta sangue al cuore) ostruendola e compromettendo gravemente la vita dell'animale.

La filariosi nel cane

Come prevenire
Questa malattia ha bisogno di due protagonisti per manifestarsi: il parassita filaria e la zanzara (Culex, Aedes e Anopheles). In mancanza di uno dei due, perciò, il nostro cane non si può ammalare. A tal proposito, per ridurre la possibilità che l'ospite intermedio (zanzara) venga in contatto col nostro animale (quindi, pungendolo, possa trasmettergli la Filaria), si possono utilizzare sostanze repellenti e impiegare regolarmente degli insetticidi. Occorrerebbe, inoltre, tenere i cani in posti chiusi (soprattutto di notte quando cominciano a esserci le zanzare) e, se possibile, utilizzare delle zanzariere. 
Si possono somministrare, anche, pasticche d'aglio per via orale che, entrando nelle cellule dell'epidermide, tengono lontane le zanzare. Le uscite dovrebbero essere dopo il tramonto e prima dell'alba perché il fulcro di movimento delle zanzare è in questo momento della giornata.

Mettere in atto le prevenzioni prescritte dal veterinario, fare il controllo una volta l'anno e, se portiamo il nostro cane in posti più a rischio, oltre alle pipette o il collare, possiamo usare dei rimedi naturali che daremmo al nostro amico prima di portarlo a spasso. Un rimedio naturale abbastanza valido è l’olio di neem a base di principi naturali che aiuta a tenere lontane sia zanzare ma anche zecche e pulci. Si può applicare più volte il giorno, perché essendo naturale non ha controindicazioni.

VOTO DEGLI UTENTI

Commenta l' articolo