La mastite nel cane, diagnosi e cura

La mastite nel cane, diagnosi e cura
05 Dicembre 2011

La mastite è una infiammazione di una o più ghiandole mammarie. Il più delle volte si manifesta nelle cagne in gravidanza isterica o in fase di allattamento. Spesso  è dovuta ad un ristagno di latte per l’eccesiva produzione o per lo scarso numero di cuccioli che non riescono ad esportarlo  in quantità dovuta. In tal caso si deve allontanare il cucciolo per evitare eventuali sindromi da latte tossico.
E’ fondamentale, quindi, tenere sotto controllo le mammelle. Alla palpazione non devono presentarsi duroni e, premendole, il latte  deve avere una colorazione pulita e non mista a sangue.
La cagna può presentare sintomi febbrili, vomito, diarrea e perdita di vitalità.
Sotto lo stretto controllo del veterinario si prenderanno le giuste precauzioni affinchè non degeneri in forme tumorali dove è previsto l’intervento chirurgico o addirittura l’”esplosione” o meglio dire lacerazione della mammella. (una reazione preventiva dell’organismo che elimina, come può, i batteri). Si dovrà quindi seguire una cura antibiotica e talvolta un assorbimento del latte in eccesso con farmaci idonei o eventualmente l’aspirazione che eseguirà il medico veterinario.
Voglio riportare un mio vissuto per responsabilizzare alla prevenzione della mastite (qualche volta talmente celere che l’imprevedibile accade….).La mastite è una infiammazione di una o più ghiandole mammarie. Il più delle volte si manifesta nelle cagne in gravidanza isterica o in fase di allattamento. Spesso  è dovuta ad un ristagno di latte per l’eccesiva produzione o per lo scarso numero di cuccioli che non riescono ad esportarlo  in quantità dovuta. In tal caso si deve allontanare il cucciolo per evitare eventuali sindromi da latte tossico.
E’ fondamentale, quindi, tenere sotto controllo le mammelle. Alla palpazione non devono presentarsi duroni e, premendole, il latte  deve avere una colorazione pulita e non mista a sangue.
La cagna può presentare sintomi febbrili, vomito, diarrea e perdita di vitalità.
Sotto lo stretto controllo del veterinario si prenderanno le giuste precauzioni affinché non degeneri in forme tumorali dove è previsto l’intervento chirurgico o addirittura l’”esplosione” o meglio dire lacerazione della mammella. (una reazione preventiva dell’organismo che elimina, come può, i batteri). Si dovrà quindi seguire una cura antibiotica e talvolta un assorbimento del latte in eccesso con farmaci idonei o eventualmente l’aspirazione che eseguirà il medico veterinario.
Voglio riportare un mio vissuto per responsabilizzare alla prevenzione della mastite (qualche volta talmente celere che l’imprevedibile accade….).
“Mastite? beh... è stata una cosa un pò grossettina..
Mercoledì sera (puntualmente quando la clinica è chiusa) Noto Chikie che  si leccava una mammella. A prima vista nulla di ché: solo arrossata e gonfia ma la forma era come le altre mammelle.
Era già tardino per la poppata delle 6 piccole pesti e mi sono affrettata a portarla in cassa parto. Nel frattempo che spostavo i piccini per privilegiare il piccolo Caos, noto una specie di durone all'altezza del cesareo che andava fino a questa mammella. Mastite? bah! che strana! Sarà forse un infezione di qualche punto del taglio?! non so ... ma intanto i dentini e le unghiette dei boxerini non le facevano bene e così ho sospeso la poppata. Controllo  il latte e non fuoriesce nulla. Il tessuto vicino alla mammella era sempre più sottile e mi preoccupava troppo.
Chiamo in clinica e spiego tutto... la sostituta (o chi di turno) mi dice di darle un antibiotico ed evitare che si lecchi...
"no no qua è un emergenza... questa cosa si propaga a vista d'occhio e secondo me questa notte scoppia! la mia Chikie non riesce ad attendere fino a domattina!" nulla da fare... il veterinario non c'era... quindi... devo fare in modo di passare la notte! non avevo alternative del resto!
Sfamo i piccini che ormai sono belli che svezzati, tranne Caos che non ne vuole sapere proprio ne di latte artificiale ne tanto meno di crocchine frullate!
Ricontrollo Chikie e la bendo bene bene.
L'indomani si è verificato l’aspettato disastro! scoppiata! un lago di sangue e pus ovunque!
La tetta completamente lacerata!
Per la prima volta in vita mia non ho avuto la forza di metterci le mani… si vedevano penzolare brandelli di carne che scolavano sangue … La fascio stretta per tamponare alla meno peggio.
Era l'alba e corro a sfamare i piccoli per poi scappare in clinica con Chikie (non potevo lasciarli senza cibo per così tanto tempo).
Arrivata in clinica veterinaria, mi ritrovo persino costretta a sollecitare la priorità. Mi fanno entrare ma  pensavano che fossi la classica donna in ansia che esagerava nell’emergenza…
Beh si sono ricreduti!
Chikie non si poteva ricucire poiché la pelle non avrebbe retto e la lacerazione era bruttina. Quindi il veterinario ha premuto per fare uscire lo schifo (l’infezione) e tappato le lacerazioni con i dovuti medicinali e antibiotico.
Ero lì con lei e l’ho assistita in tutta la procedura di pulizia. Dovevo capire... dovevo vedere!
Ora deve rimanere fasciata, sotto cura antibiotica e si deve sperare che il capezzolo non vada in necrosi altrimenti è da esportare!
Le altre mammelle sono tutte ok e lei ha tantissimo latte.
sarebbe stato il caso di farlo tornare indietro ma poi come fa il piccolo guerriero (Caos) a sopravvivere senza nemmeno mangiare?????
così mi sono organizzata con fasciature, garza e una t-shirt. Infilo la maglietta a Chikie e faccio due fori x le gambe posteriori e un nodino sul dorso affinché non le resti larga. Insomma una specie di body. Cosicché, quando i piccini più autonomi finiscono le crocchine, faccio entrare in cassa parto Chikie, libero solo le 4 mammelle buone (in fondo) e faccio poppare Caos e quelli più indietro!
potevo fare l'ingegnere! :-)
Per un paio di giorni Chikie è stata medicata in clinica, ma il week end il veterinario non è presente e così mi ha affidato il compito di disinfettare le ferite sapendo che non sono una persona suggestionabile.”
Ci sono voluti parecchi giorni ma Chikie ormai è guarita, sta benone! Lei è un vero toro. Ha sopportato tutto con incessante pazienza e senza mai un minimo lamento! E’ una vera roccia!

Caterina Mainardi


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