Malattie cardiache nel cane e nel gatto
17 ottobre 2012
4 min

Malattie cardiache nel cane e nel gatto

cura

Anche i cani e i gatti vanno incontro a patologie cardiache, tuttavia mentre nel cane queste si presentano con sintomi evidenti, nel gatto spesso sono asintomatiche. A volte anche un pelo opaco, un intestino che non funziona bene o una semplice astenia, nasconde una cardiopatia. Non farò in questa sede una trattazione clinica sulle varie cardiopatie, ma parlerò delle problematiche diagnostiche e terapeutiche. Sempre più spesso in veterinaria si fa uso e talvolta abuso di aceinibitori, betabloccanti, diuretici, calcioantagonisti e altro. Tuttavia, prima di prescrivere questi farmaci, occorre fare una diagnosi accurata e un monitoraggio che prevede ecocardiografia ed elettrocardiogramma. Vorrei sottolineare, inoltre, sempre in fase diagnostica, l’importanza del controllo della pressione, poiché alcuni di questi farmaci abbassano la pressione arteriosa, che può a sua volta provocare alterazioni dell’attività renale, il che necessita un controllo sulla quantità e sulla qualità della produzione urinaria. Una volta accertata la patologia, a mio avviso, oltre alla terapia farmacologica che tuttavia va ridotta al minimo indispensabile, è necessario sostenere gli organi emuntori come fegato, reni, intestino, polmone e cute. In un soggetto cardiopatico, infatti, l’irrorazione degli organi spesso è alterata con disfunzioni o ipofunzioni d’organo. Per fare un esempio, in soggetti cardiopatici la parete intestinale può essere danneggiata, con conseguente cattivo assorbimento degli alimenti, ecco quindi che è necessario migliorare il funzionamento intestinale e la flora batterica con probiotici e ovviamente con un’alimentazione facilmente assimilabile. Lo stesso vale per la pelle, che spesso nei soggetti cardiopatici si presenta opaca ed escoriata, facile preda d’infiammazioni e infezioni, seppur si noti che con adeguate terapie, migliorando la funzionalità cardiaca e le condizioni generali, migliora la circolazione periferica e quindi anche lo stato della superficie cutanea. Con l’esperienza clinica, ho notato che è fondamentale che i farmaci, al di là dei protocolli standard, vadano ben dosati non solo in base al peso ma anche in relazione alla risposta individuale, poiché spesso s’inizia con dosaggi elevati che aumentano il rischio di scompenso cardiaco, soprattutto quando si prescrivono diuretici. Consiglio, infatti, di iniziare la terapia con dosi minime e semmai poi aumentare la quantità in maniera graduale. Alcuni animali, ad esempio, hanno una maggiore sensibilità rispetto ad altri, quindi il dosaggio va monitorato nel tempo e prevede aggiustamenti in relazione a cambiamenti di temperatura e a patologie che si incontrano strada facendo. Raccomando di fare attenzione, anche, all’uso esagerato di aceinibitori in soggetti con insufficienza renale, poiché in questi pazienti si può avere un rapido peggioramento della sintomatologia con aumento dell’uremia e creatinemia, per via dell’alterata filtrazione renale. I farmaci vanno, quindi, somministrati in quei soggetti, dove è possibile fare un controllo completo della funzionalità cardiocircolatoria. Da un punto di vista olistico, per quanto riguarda le patologie cardiache dei cani e dei gatti, posso affermare che l’uso di rimedi omeopatici, fitoterapici e integratori, drenanti e antiossidanti migliorano la sintomatologia nel soggetto cardiopatico, favorendo anche una migliore risposta al farmaco scelto per il tipo di cardiopatia in atto. Un integratore indispensabile nelle patologie cardiache è il Coenzima Q10, importante è pure l’assunzione di acidi grassi polinsaturi come gli Omega 3 e 6, omeopatici come Adonis, Biancospine Cuprum e gemmoterapici come Olea Europea, Populus Nigra e altri. Aggiungo, inoltre, che tranne nelle fasi acute della patologia, in cui si deve scegliere di agire in fretta, il diuretico può essere sostituito da fitoterapici che stimolano la diuresi naturale dell’organismo senza creare squilibri nel bilancio elettrolitico. In queste patologie il regime dietetico è fondamentale, quindi un nutrizionista dovrà formulare l’alimentazione giusta in base al peso e all’età dell’animale: la carne, alimento base per i carnivori, dovrà essere molto digeribile, di qualità e possibilmente cruda.

Dott. Alessandro Prota –Veterinario Esperto in Medicina Naturale – consulenze on line 3393201159