Malattie da funghi e tumori nel cane

Malattie da funghi e tumori nel cane
24 Dicembre 2013

Molto spesso alcune neoplasie riconoscono una causa da infezione fungina. In alcuni cibi industriali può esserci, infatti, il superamento della soglia di aflatossine stabilita per il consumo animale. Queste aflatossine derivano da alcuni funghi - per esempio, l’Aspergillus - che possono infettare alcune colture di mais o cereali, soprattutto se in quella annata si sono verificate condizioni climatiche sfavorevoli come siccità e alluvioni.

Il cane o il gatto che si alimenta con croccantini e scatolette che contengono aflatossine può presentare sintomi vaghi, come vomito diarrea e dolori addominali nelle fasi acute, ma il più delle volte si tratta di avvelenamenti cronici che non danno segni apparenti, ma che con il tempo portano a gravi disfunzioni d’organo con fenomeni degenerativi fino al tumore. Le aflatossine, infatti, sono cancerogene per il fegato, la tossicità si presenta anche con irritabilità cerebrale, congestione delle meningi, fino a infiammazioni localizzate che possono dare anche episodi di depressione, irritabilità ed epilessia.

Altri funghi possono entrare nel circolo sanguigno attraverso la respirazione, con riniti, scolo nasale, e possono trasformarsi in tumori dei seni, che per diffusione si possono propagare fino al cervello. Anche i polmoni possono essere infettati da funghi attraverso il sangue, la linfa e inalazione, specie nei soggetti immunodepressi (allergie, eccesso di vaccinazioni, intossicazioni, alimentazione carente, malattie virali, ecc.). I funghi in questione sono la Criptococcosi, Istoplasmosi, Blastomicosi, Aspergillosi. Sono presenti nel terreno, nell’erba e negli alimenti ammuffiti, negli ambienti umidi e poco igienici.

Le lesioni nodulari, le macchie polmonari, le lesioni osteolitiche possono essere scambiate per tumori, ma in seguito a un prelievo (agoaspirato, ecoguidato) si risale alla vera causa, in alcuni casi complicata anche da infezione batterica. Molto spesso non si capisce se il fungo si è impiantato successivamente nel focolaio infiammatorio o se il fungo ha dato origine per primo alla lesione infiammatoria.

È fondamentale, quindi, fare una diagnosi di infezione fungina, perché in tal caso una chemioterapia porta a una forte immunosoppressione, favorendo il diffondersi dell’infezione fungina. In questo caso, la terapia sarà antimicotica con l’uso di farmaci antifungini o prodotti naturali, con attività antifungina come, ad esempio, il Lapacho, molto attivo contro la candida.

Inoltre, occorre alcalinizzare il terreno, rendendo sfavorevole la vita al fungo e a eventuali cellule neoplastiche presenti.

Un’alimentazione con presenza di grano e amido favorisce la proliferazione fungina con una forte acidificazione del tessuto infiammato. Ciò crea le condizioni per lo sviluppo e crescita del tessuto neoformato.

La terapia, quindi, prevede di associare ai farmaci antimicotici, antibatterici (spesso l’infezione batterica complica il quadro) un’alcalinizzazione dei tessuti e un sostegno del sistema immunitario.

 


Dott. Alessandro Prota

Medico veterinario

Consulenze on line - alessandro.prota@virgilio.it

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