Otite esterna nel cane

Otite esterna nel cane
12 Novembre 2012

L’orecchio si distingue in tre parti: esterno (padiglione auricolare e canale auricolare), medio e interno. La loro infiammazione è detta otite. Si tratta di una patologia che colpisce i nostri amici a quattro zampe abbastanza di frequente, soprattutto l’otite esterna. Un cane che si gratta con insistenza un orecchio, guaisce quando gli viene toccato, scuote spesso la testa o la tiene reclinata da un lato, ha bisogno di una visita perché potrebbe avere un’otite. La visita è importante perché esistono vari tipi di otite per cui è necessaria una terapia mirata.

L’otite parassitaria, causata da un acaro (Otodectes Cynotis), è facilmente diagnosticabile con un semplice esame strumentale: l’otoscopia. In questo modo si osservano i parassiti, che con il loro movimento causano un prurito intenso al cane. Spesso all’interno del canale auricolare si forma una grande quantità di cerume brunastro. La terapia prevede sia l’uso di gocce otologiche tossiche per i parassiti, sia di prodotti detergenti per la rimozione del cerume. L’otite micotica è generalmente causata dal fungo Malassezia Pachydermatis, lievito che vive come saprofita sulla cute e nel canale auricolare. In particolari condizioni, come accumulo di cerume o aumento dell’umidità nel canale auricolare, la Malassezia si replica inducendo anch’essa otite. Questa all’inizio può progredire, causando fastidio e poi dolore. In questo caso, non è sufficiente l’otoscopia per diagnosticare il tipo di otite, ma è necessario eseguire pure un esame citologico del materiale prelevato mediante tampone, che consente l’osservazione al microscopio delle spore tipiche di questo lievito. L’uso di prodotti specifici associati, come in precedenza, a prodotti per la rimozione del cerume, porterà a guarigione il nostro amico.

Poi c’è l’otite batterica, anch’essa piuttosto fastidiosa e dolorosa. Spesso induce la comparsa nel condotto uditivo di essudato giallastro e dolciastro all’olfatto. Anche in questo caso, l’ausilio dell’esame citologico del materiale prelevato consente la differenziazione dei batteri coinvolti in cocchi (generalmente Gram+) o bastoncelli (generalmente Gram-). L’infezione può essere provocata da più di un tipo batterico o essere associata pure a lieviti. In genere la terapia consiste nell’uso di prodotti topici, ma se l’infezione è refrattaria alla terapia topica o causata prevalentemente da bastoncelli, si consiglia la coltura batterica dell’essudato e l’antibiogramma. Questi esami consentono di identificare i batteri coinvolti e gli antibiotici cui sono sensibili, riducendo così la possibilità di antibioticoresistenze e permettendo la prescrizione di una terapia mirata per via sistemica. Anche la cura di questo tipo di otite va sempre associata a un’accurata pulizia del canale auricolare.

Se un’otite è trascurata e curata in modo inadeguato, ad esempio, perché il paziente non collabora per cui la somministrazione delle medicine è saltuaria o perché esistono delle cause scatenanti l’otite che non vengono rimosse (presenza di un tumore o di un corpo estraneo), essa può cronicizzarsi. In questo caso, si ha un ispessimento dell’epitelio che riveste il padiglione e il canale auricolare che tende ad assumere una colorazione nerastra, si possono formare delle lesioni ulcerative e la cartilagine del canale auricolare può andare incontro a un processo di calcificazione. Inoltre, le ghiandole che rivestono il canale possono aumentare di volume e protendere verso l’interno del canale. Tutto ciò, porta a una diminuzione del diametro del canale auricolare con ristagno di cerume o dell’essudato, favorendo la replicazione di batteri e lieviti.

Nei casi estremi, la semplice terapia medica può essere insufficiente, per cui si rende necessaria una terapia chirurgica. La resezione della parte iniziale del canale auricolare o la sua totale asportazione sono i due interventi maggiormente effettuati. Il primo consente di esporre meglio il canale stesso per consentirne una buona aerazione e l’applicazione di prodotti topici. Il secondo, più demolitivo, porta a guarigione perché il canale è tolto completamente. Occorre, inoltre, considerare che ci sono delle cause predisponenti rappresentate dalla conformazione del padiglione auricolare, orecchie pendule, canali auricolari più stretti o la presenza di peli che limitano l’aerazione e che trattengono il cerume. Anche bagni frequenti con aumento dell’umidità del canale auricolare o l’uso di prodotti non idonei alla semplice pulizia dell’orecchio possono provocare irritazione. Un’otite può essere pure la manifestazione clinica di patologie a carattere sistemico come, ad esempio, un’allergia (alimentare o ambientale), una malattia autoimmune o immunomediata (pemfigo o cellulite giovanile), difetti di cheratinizzazione; però, in queste situazioni, sono in genere presenti altre manifestazioni cliniche. Un’otite non va mai trascurata e se ci sono difficoltà a eseguire la terapia prescritta, occorre parlarne col proprio veterinario per trovare la soluzione migliore per il cane e per il proprietario, affinché possa aiutarlo a guarire.

A cura dello staff della Clinica Veterinaria Borgarello

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