Tumore intestinale e intolleranza al glutine nel cane

Tumore intestinale e intolleranza al glutine nel cane
05 Novembre 2013

Sempre più i nostri amici a quattro zampe sono affetti da linfomi. In campo umano, da anni ormai, si pensa a una correlazione tra celiachia (intolleranza al glutine) e predisposizione a neoplasie intestinali e gastriche. In campo veterinario non se ne parla (forse per interessi economici da parte delle multinazionali del pet food), considerando l’alimentazione un fattore marginale di poca importanza.

Purtroppo l’alimentazione errata è LA PRIMA CAUSA di tumori nel cane e nel gatto.

Il cane, e ancor più il gatto, devono considerarsi dei veri celiaci, alcuni hanno una certa tolleranza nei confronti del glutine ma altri, forse anche per lesioni precedenti della mucosa intestinale (enteriti virali, parassitosi con lesione della parete intestinale, svezzamento precoce del cucciolo, ecc.), reagiscono con alterazione della parete intestinale, ispessimenti linfocitari fino ad arrivare al linfoma intestinale.

Ormai il glutine è molto presente nel pet food, lo si trova nella voce “farine di cereali”, ma spesso il produttore non specifica bene la provenienza di queste farine (attenzione alle aflatossine, anch’esse cancerogene, che si possono trovare in alcune farine mal conservate).

Chi è intollerante al glutine, lo può essere anche alle maltodestrine, che sono dei carboidrati complessi idrosolubili. La maltodestrina si ottiene tramite processi chimici di idrolisi, principalmente dalla scomposizione degli amidi dei cereali (mais, avena, frumento, riso) o dei tuberi (patate, batate, tapioca).

Purtroppo, anche le maltodestrine si trovano in molti prodotti industriali, sia croccantini sia scatolette. Inoltre, servono per formulare le compresse di alcuni integratori (come condroprotettori, antibiotici appetizzabili, complessi vitaminici, ecc. ).Chi ha una patologia intestinale, come linfomi e sarcomi, l’ingestione di maltodestrine può riacutizzare il processo infiammatorio, aggravando la lesione neoplastica.

Occorre ricordare che spesso le malattie intestinali si manifestano anche con dermatiti, pruriti localizzati, che spesso vengono scambiati per allergia atopica, ma che riconoscono un’alterazione della parete intestinale, che diventa permeabile al passaggio di particelle alimentari che sensibilizzano il sistema immunitario, e con una certa iperattività (spesso aggravata da vaccinazioni, trattamenti farmacologici, inquinanti ambientali e alimentari).

Il cane e gatto affetti da malattie intestinali, che presentano vomito irregolare, alternanza di stipsi e diarrea, accompagnata a malattie della pelle o a volte anche a cambiamenti comportamentali (con irritabilità, depressione, fino a crisi epilettiche), se non vengono sottoposti a un regime alimentare sano senza grano e maltodestrine, rischiano di ammalarsi a breve di tumori intestinali e linfomi.

Le leucemie e linfomi stanno aumentando a livello esponenziale, sicuramente c’è una stimolazione infiammatoria cronica alla base, con proliferazione delle cellule linfocitarie. Il maggior responsabile è da considerarsi il cibo. Dato questo stato infiammatorio, alcuni agenti cancerogeni ambientali e la predisposizione genetica possono poi dare il colpo finale, con proliferazione di cellule atipiche (neoplasia).

Compito della medicina veterinaria è curare l’animale nella sua globalità, osservando le manifestazioni esterne (dermatiti, ecc. ), comportamentali (irritabilità, ecc.) e fisiologiche (diarrea, stipsi, allergie, ecc.), ed eliminare da subito le cause di questa alterazione, riequilibrando tutto l’organismo (specie il sistema immunitario)

Questo il compito della medicina olistica: curare il paziente nella sua interezza, riconoscere i sintomi e curare il problema alla radice per ottenere una guarigione che dura nel tempo.

 

Dott. Alessandro Prota

Esperto in Medicina Naturale

Consulenze on line - 339/3201159

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