Come non avere un cane mordace

Come non avere un cane mordace
21 Giugno 2013

Potremmo dire che per un cane mordere è, o almeno dovrebbe essere, un evento eccezionale o, se si manifesta con una certa frequenza, indica che qualcosa non va. Eppure nella realtà è uno dei problemi più frequentemente lamentati dai proprietari durante una visita comportamentale. Il cane può mordere oggetti, mobilio, suppellettili, esprimendo in questo caso un comportamento distruttivo oppure può mordere persone o altri animali.

Se un cane adulto manifesta quest’attività mordace, distruttiva o aggressiva che sia, occorre pensare a un problema di tipo educativo o a una patologia comportamentale insorta quand’era cucciolo. Tralasciamo qui quei comportamenti distruttivi e/o aggressivi che si manifestano improvvisamente nel soggetto adulto o anziano, perché non possono essere evitati con un’azione preventiva.

Come non avere un cane mordace

Accenneremo, invece, al fatto che il cucciolo impara a mordere molto presto per una serie di equivoci ed errori fatti nel modo di allevarlo e di educarlo. La prima attività in assoluto che un cucciolo fa quando viene al mondo è quella della suzione del latte materno, quanti di voi che hanno avuto una cucciolata in casa hanno visto con quanta foga i cuccioli ciucciano? Per prendere il latte dal capezzolo lo mordono con tutta la loro forza dei deboli muscoli della faccia senza nessun controllo, più forte mordono il capezzolo più latte riescono a spremere. Appena piangono e la madre da’ immediatamente la piena disponibilità delle mammelle.

Già alla quarta settimana, però, le cose cambiano, quando cioè spuntano i primi denti da latte, che come sappiamo sono così taglienti da procurare dolore alla madre, al punto che riduce la propria disponibilità: non sta tutta la giornata con i cuccioli e se durante la poppata il dolore è troppo forte si allontana facendo staccare i cuccioli dai capezzoli. I cuccioli vivono così la prima “benedetta” frustrazione, che segna l’inizio dello svezzamento e che avvia il processo dell’autocontrollo, dell’inibizione del morso e in definitiva di quel delicato percorso che farà diventare il cucciolo un cane adulto equilibrato e non mordace.

Anche durante i giochi della lotta i cuccioli imparano a sperimentare che il morso fa male e, quindi, a controllarlo.

I problemi iniziano quando il cucciolo arriva a casa, specialmente se ancora non ha compiuto il secondo mese di vita. I proprietari si comportano esattamente all’opposto della madre naturale, sostanzialmente per due motivi: mancanza di quella sensibilità materna di specie che favorisce quella sincronia nella comunicazione tra madre e cucciolo che permette al cucciolo di capire immediatamente come deve comportarsi e mancanza di conoscenza etologica del comportamento del cucciolo.

I proprietari sono totalmente disponibili a tutte le richieste del cucciolo e accettano il gioco del mordere le mani senza alcuna limitazione o al più rimproverandolo in maniera per lui incomprensibile. Il risultato è che il cucciolo impara a mordere tutto quello che gli capita con la stessa forza e la stessa impulsività delle prime tre settimane di vita, cioè quando allattava, con la differenza che la presenza dei denti e la maggiore forza dei muscoli facciali sono in grado di fare male.

È importante, quindi, insegnare al cucciolo, fin dai primi giorni che entra in casa, il morso inibito, gli autocontrolli e la “fisiologica frustrazione”, cioè la capacità di accettare che non può fare tutto quello che vuole e quando vuole.

In questo modo, si eviteranno quelle carenze educative o quelle patologie comportamentali dello sviluppo, come ad esempio la sindrome da ipersensibilità-iperattività, che lo faranno diventare un cane mordace.

 

Gaspare Petrantoni

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