Il cane anziano e la disfunzione cognitiva

Il cane anziano e la disfunzione cognitiva
04 Marzo 2013

L’invecchiamento è un processo fisiologico che interessa tutti gli esservi viventi. Così come nell’essere umano, anche nei nostri animali l’invecchiamento si manifesta con modificazioni delle funzioni cellulari e delle risposte comportamentali. Negli ultimi decenni la vita media degli animali da compagnia è notevolmente aumentata grazie ai progressi della medicina veterinaria e al miglioramento delle condizioni di vita, di gestione dell’animale da parte del proprietario. L’invecchiamento determina modificazioni delle capacità dell’organismo sia dal punto di vista fisico sia dal punto di vista comportamentale.

In medicina comportamentale si parla di disfunzione cognitiva del cane anziano. Si tratta di un disordine neurodegenerativo a carico delle cellule nervose e conseguenti modificazioni a livello cerebrale. Questi cambiamenti portano ad alterazioni nella percezione del mondo esterno, deficit della memoria e dell’apprendimento. Questa sindrome può essere paragonata per sviluppo e sintomatologia alla malattia dell’Alzheimer che colpisce gli esseri umani.

Quali sono i sintomi che si possono osservare? La disfunzione cognitiva del cane anziano si può manifestare in vari modi; si può osservare: perdita degli apprendimenti = il cane può avere difficoltà nel riconoscere luoghi, persone oppure oggetti. Ad esempio, può non riconoscere il proprietario, la strada di casa al rientro da una passeggiata, oppure fissare il muro o scambiare la porta di una delle camere della casa con quella d’ingresso per chiedere di uscire; eliminazione inappropriate = mentre prima il cane eliminava in luoghi o su substrati precisi, ora urina o defeca in qualunque luogo, sia all’interno sia all’esterno della casa, sia in presenza sia in assenza del proprietario, magari anche dentro la sua cuccia. Sembra, in poche parole, aver dimenticato le corrette abitudini eliminatorie; iperattaccamento nei confronti del proprietario = lo cerca molto di più, non accetta di stare da solo, chiede molto il contatto fisico, anche attraverso leccamenti o mordicchia menti; in assenza del proprietario, può vocalizzare o distruggere oggetti; manifestazioni ansiose = si manifestano con vocalizzazioni, distruzioni o eliminazioni inappropriate quando il cane è da solo in casa o con la presenza di dermatiti da leccamento; modificazioni dell’appetito = il cane può presentare un appetito capriccioso o addirittura avere fasi di anoressia, o al contrario fasi di bulimia, sembra che non si senta mai sazio; modificazioni del ciclo sonno-veglia = il cane dorme molto durante il giorno, mentre trascorre la notte vagando per casa senza scopo, muovendosi secondo tragitti ripetitivi, stereotipati. Oppure si sveglia più volte durante la notte e cerca il proprietario. Può appare inoltre irrequieto e nervoso quando ci si prepara per andare a dormire; aggressività = il cane può apparire più irritabile e manifestare comportamenti aggressivi sia nei confronti del proprietario sia degli altri cani.

A questo punto la domanda è ovvia: cosa fare se il nostro cane presenta anche un solo di questi sintomi? Ѐ fondamentale mantenere la capacità cognitiva del cane, assicurargli una vita di relazione ricca e attiva; non va isolato, escluso dalle nostre attività quotidiane, anzi è importante continuare a fargli svolgere attività stimolanti. Anche il cane anziano va fatto muovere, va fatto giocare (il gioco non va mai eliminato dalla vita di un cane perché scarica le energie, attiva la mente e il fisico), va spinto ad avere motivazioni. La motivazione è una parte fondamentale di tutta la vita del cane, togliere motivazione al cane lo porta ad essere frustrato, ansioso o, peggio, depresso.

Si può rallentare l’invecchiamento cerebrale? Un valido aiuto è dato dagli integratori alimentari, la cui azione può essere antiossidante (riducendo i radicali liberi derivanti dai fenomeni ossidativi a livello cerebrale, possono ridurre l’invecchiamento cellulare) o protettivo (proteggendo la membrana delle cellule nervose dai fenomeni ossidativi assicurandone l’integrità e favorendone la mobilità, il che permette il corretto passaggio dell’impulso nervoso).

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