La teoria della dominanza
6 dicembre 2011
11 min

La teoria della dominanza

La signora Rossi ci chiama dicendoci che lei e la sua famiglia hanno adottato un basenji da un canile, e dall’inizio hanno notato che il cane ringhia a tutte le figure femminili e talvolta pure al marito quando questi le sta vicino. 

Un giorno di notte la signora si alza per andare a bere, rientra in camera e trova il cane sul letto che le ringhia e non le permette di tornare a dormire, così decide di seguire il consiglio di un’ amica :  prende il cane per la collottola, lo tira giù del letto e gli ringhia in faccia. Il cane la morde e la signora Rossi viene portata d’urgenza al pronto soccorso per essere medicata. 

Non è la prima volta che sentiamo storie simili, tutti noi abbiamo avuto consigli dal nostro postino, amico, lattaio, ecc, riguardo a come dovrebbero essere trattati i cani, e questi suggerimenti fanno sempre riferimento al comportamento dei lupi in “natura”. Il lupo “alfa” mangia prima di tutti, occupa i posti migliori per dormire, per cui pure “noi”, considerato che siamo il capobranco, dobbiamo mangiare prima del nostro cane in modo che lui capisca che noi siamo i “leader”.  

“Se il tuo cane è disubbidiente e non ascolta i tuoi comandi, abbaia e ringhia, tu prendilo, scrollalo e rovescialo a pancia all’aria fintanto che non si sottomette, come farebbe un lupo in natura, in modo da farti rispettare”. Ma tutte queste affermazioni sono vere? Sono scientificamente provate? Dobbiamo fisicamente dominare il cane per essere un leader? 

Molti decenni fa teorie sulla dominanza e il comportamento dei lupi in “natura” erano i modelli seguiti per l’educazione del cane. L’addestramento si basava sul punire i comportamenti scorretti utilizzando collari a strozzo, elettrici, picchiando l’animale poiché sembrava che in natura i lupi raggiungessero posizioni privilegiate imponendo la forza. Da allora recenti studi sulle gerarchie animali, sulla dominanza e su veri gruppi di lupi in natura e non in cattività, ci hanno permesso di avere una visione più chiara dell’argomento. Inoltre la scienza dell’ “apprendimento” ha portato una maggior consapevolezza sul perché gli animali si comportino in un certo modo in date circostanze.  

Prima di tutto cerchiamo di capire cosa sia “dominanza”.  La dominanza e’ una relazione fra due o più individui, e non è un tratto della personalità di un animale come viene erroneamente intesa di norma.  

Quindi: la dominanza è la relazione fra due o più individui attraverso forza, aggressività o arrendevolezza per determinare chi ha priorità di accesso alle risorse quali cibo, ricovero, accoppiamento.(Bernstein 1981; Drews 1993). 

Non sorprende che i lupi abbiano un sistema gerarchico più rigido e un maggior desiderio di sopra valere l’uno all’altro. Di fatto è stato notato che sia nei branchi di lupi in natura –  formati esclusivamente da una coppia di genitori e dai loro cuccioli anche se a volte possono contenere un membro esterno alla parentela – che nei branchi in cattività – formati anche da membri con nessun legame di parentela – la coppia di rango più elevato  generalmente è l’unica che può accoppiarsi e il resto del branco aiuta nella gestione dei cuccioli.  

Notare come in un branco famiglia di lupi in natura, i biologi, non definiscono mai la coppia con rango più alto come “coppia alfa”, poiché essendo loro i genitori o capostipiti del branco, hanno già un ruolo di superiorità non ottenuto tramite scontri.

Studi eseguiti in Italia in un gruppo di cani randagi hanno dimostrato che tutte le femmine si riproducono con uno o più partner, e che non vi e’ alcun controllo della prole (Boitani et al. 1995). Questo può far pensare che le gerarchie nei cani non abbiano lo stesso significato che nei lupi. Di fatto il cane si evoluto grazie alla domesticazione dell’antenato lupo più per motivi di saprofagia (animale che si nutre di rifiuti o altri elementi in decomposizione), che per il suo utilizzo nella caccia. Con i primi  insediamenti umani i lupi con un’ indole meno “sospettosa” hanno incominciato ad avvicinarsi e a cibarsi dei resti ritrovati nei limitrofi dei villaggi. Da qui nasce la loro domesticazione. Gli uomini hanno incominciato ad allevare i cuccioli meno timorati della presenza umana rendendoli compagni di vita e supporto poi nelle attività di guardia e caccia. Ecco che il nuovo “lupo” non ha più bisogno di vivere in “branco” poiché l’uomo pensa al suo fabbisogno. Quindi il cane moderno non vive in un branco dove si coopera per la caccia, difesa, sostenimento e allevamento della prole, ma vive in gruppi, più o meno grandi, dove però gran parte del tempo è passato da soli e ci si riunisce solo in difesa del territorio o di altre risorse quali il cibo. 

Inoltre il cane accetta più facilmente un nuovo membro all’interno del gruppo, ed è più socievole rispetto al lupo. Per quest’ultimo il nuovo arrivato rappresenta una minaccia, mentre per un cane potrebbe indicare l’arrivo di un nuovo compagno.  

Generalmente i cani sono più rilassati nei confronti delle gerarchie. Ad esempio se il membro con lo status più alto viene a mancare per svariate ore o giorni, può rientrare senza dover ristabilire la sua posizione nel gruppo, cosa che nei lupi non è fattibile, basta infatti anche un’ ora di assenza che al rientro del membro nasce uno scontro per stabilire nuovamente la scala gerarchica.  

Inoltre una volta stabilita una gerarchia all’interno di un gruppo di cani non è necessario ribadirla quotidianamente, cosa che invece può accadere all’interno di un gruppo di lupi. Diciamo che i cani hanno una pulsione più moderata di ottenere uno status più alto. Vediamo ora come si relazione la “dominanza” all’interno del contesto uomo-cane. Molto spesso i proprietari di cani hanno problemi con i loro animali poiché’ quest’ultimi utilizzano l’aggressività per proteggere varie risorse. Generalmente si tratta di animali malamente o per nulla educati. Per esempio il cane che salta addosso alle persone non cerca di salire di status, ma la maggior parte delle volte compie questo gesto perché vuole attenzioni e cosi facendo le ottiene.

Altro esempio il cane, o gatto, che salta sui mobili per ottenere cibo o curiosare (nonostante sia stato punito in nostra presenza) continua a farlo perché in nostra assenza ha comunque trovato cibo o ha investigato. Questi comportamenti indisciplinati vengono ripetuti non per cercare di salire di status ma semplicemente perché in passato sono stati inavvertitamente premiati. Pertanto il modello dominanza-sottomissione ha poca importanza sulle azioni che vorremmo che i nostri cani compissero, come per esempio il richiamo, il seduto, il  resta, ecc.  

A differenza dei lupi, un cane ben socializzato è generalmente amichevole all’incontro con un altro cane, difatti come l’uomo scambia la mano durante gli incontri pure il cane a primo impatto cerca di stabilire se il proprio simile sarà effettivamente un compagno di gioco o meno. La capacità di socializzazione del cane domestico dipende molto dalla neotenia (cioè il fenomeno evolutivo per cui negli individui adulti di una specie permangono le caratteristiche morfologiche e fisiologiche tipiche di forme giovanili degli antenati) che il cane ha mantenuto nella sua evoluzione. I cani naturalmente hanno un alto istinto investigativo e riescono a formare legami anche con animali di specie diverse. Inoltre il cane domestico ha un rituale molto più banale rispetto a quello del lupo. La loro comunicazione è molto meno ritualizzata rispetto a quella dei loro antenati, di fatto quest’ultimi manifestano il loro status attraverso una serie di saluti e posture proprio atte a comunicare la scala gerarchica. Da notare come i lupi di alto livello gerarchico non abbiano bisogno di mettere a pancia all’aria i subordinati, dato che quest’ultimi spontaneamente presentano una postura da subordinato esattamente come farebbe un suddito che si inchina di fronte al proprio re.  L’educazione del nostro amico a 4 zampe dovrebbe invece concentrarsi su come rinforzare accuratamente comportamenti appropriati del cane domestico e come evitare comportamenti inappropriati quali appunto saltare addosso, ecc. 

Ce’ una differenza sostanziale fra leadership e dominanza. 

La leadership è vista come una delle caratteristiche fondamentali dei membri di un gruppo di stato elevato, ed è quella capacità di proporre idee e attività utilizzando in questo modo dei mezzi per influenzare i membri del gruppo a modificare il loro comportamento. Ecco che dominanza non ha come sinonimo leadership. Non è necessario l’utilizzo della forza nella leadership, è invece vitale  premiare ciò che desideriamo dal cane. Il concetto è quello di utilizzare un metodo che trattiene le risorse del cane e le consegna solo a seguito di comportamenti desiderati. Questo metodo viene comunemente chiamato come “nulla nella vita è gratis” oppure “impara per guadagnare”.  

Ci sono diverse varianti nell’’utilizzo della gestione delle risorse, ad esempio posso trattenere le crocchette del pasto del cane e dargliele in seguito ad un comportamento da me accettato, supponiamo il seduto. Appena il cane si siede (senza aver detto nulla e senza aver toccato il cane) premio il cane con il suo pasto. In quel momento il cane ha proposto una postura per me accettabile pertanto lo gratifico.  Lo stesso posso fare per le coccole, il gioco preferito o l’andare in passeggiata; in questo modo il cane impara che per ottenere “risorse” deve “lavorare” ed apprende ad auto controllarsi  ed a chiedere il “permesso”.

 Notiamo come la forza non sia per niente coinvolta in questo tipo di sistema.

Importante è che il proprietario deve fare molta attenzione a non premiare comportamenti inappropriati.  I comportamenti desiderati devono essere costantemente premiati fintanto che diventino un’ abitudine per il cane. A quel punto il premio potrà essere introdotto a singhiozzo cioè sporadicamente per mantenere vivo il suo interesse. La leadership viene affermata quando l’uomo stabilisce chiaramente i ruoli all’interno del suo gruppo e li mantiene (e non diventa quindi contraddittorio). A questo punto l’animale da compagnia vede nella figura dell’uomo un compagno leale, autorevole e degno della propria fiducia.


Tiziana DaRe

Educatore e RI-educatore Cinofilo Comportamentale
Diploma in Educazione e rieducazione del cane (HNC in Dog Training and Behaviour)
Specialista nel comportemento del gatto (Cat Behavior Specialist)
Membro Puppy school UK
Socio Libertas Cinofilia

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