Lo stress nel cane

Lo stress nel cane
26 Luglio 2013

Lo stress è una risposta dell’organismo a stimoli esterni o interni, di natura fisica o psichica, che sono percepiti come una minaccia verso l’omeostasi (cioè verso l’equilibrio psico-fisico dell’organismo). La risposta di stress è essenziale per la sopravvivenza, poiché permette all’animale di reagire rapidamente nei confronti di un evento che altera il suo equilibrio. L’organismo mette in atto una risposta simile di fronte ai diversi agenti stressanti (indipendentemente dal fatto che siano di natura fisica o psichica), tanto che si parla di “sindrome generale di adattamento”. Questa risposta prevede diverse fasi, che sono:

 

- fase d'allerta

- fase di resistenza

- fase d'esaurimento

 

La prima risposta che mette in atto un animale è di tipo comportamentale (evita o si allontana dall’agente stressante), corrisponde alla fase di allerta ed è innescata dal rilascio di sostanze (tra cui l’adrenalina) che preparano l’organismo a difendersi o a fuggire (risposta di lotta o fuga). Se questa risposta è efficace per sottrarsi all’agente stressante, lo stato di stress viene meno e l’organismo torna all’equilibrio iniziale, altrimenti si passa alla seconda fase della risposta di stress (fase di resistenza). Questa fase è caratterizzata dal rilascio di ormoni (in particolare il cortisolo), che determinano alcune modificazioni a livello fisiologico e comportamentale e che preparano l’organismo a resistere alla presenza di un agente stressante che non viene meno, ma continua a essere presente. La fase di resistenza non può durare per sempre: o l’organismo ritrova il suo equilibrio (allontanando l’agente stressante o adattandosi a esso: adattamento) oppure lo stress diventa cronico (fase di esaurimento).

Lo stress cronico ha effetti profondamente negativi sull’organismo, predisponendo all’insorgenza di patologie organiche e comportamentali.

Ѐ possibile rendersi conto che un cane è stressato, osservando il suo comportamento e il suo linguaggio (oltre che misurando dei parametri fisiologici oggettivi che, per ovvie ragioni, sono limitati alle ricerche scientifiche e non possono essere utilizzati quotidianamente). Frequentemente si osservano: posizione accovacciata con gli arti flessi, orecchie piegate indietro sulla testa, coda bassa, pupille dilatate, stato d’allerta. Il cane può leccarsi le labbra, deglutire, ansimare, sbavare, tremare e vocalizzare. Spesso sono presenti reazioni di fuga ed evitamento, a volte il cane cammina avanti e indietro senza motivo e cerca in modo eccessivo le attenzioni del proprietario, altre volte resta immobile di fronte all’agente stressante. Soprattutto in caso di stress cronico possono essere osservati comportamenti ripetitivi.

Diversi possono essere gli agenti stressanti nel cane, alcuni di natura fisica (variazioni di temperatura, interventi chirurgici, patologie, gravidanza, parto, allattamento), molti di natura psichica (esposizione a nuovi stimoli e ambienti, stimoli sonori, isolamento, sovraffollamento, trasporto, contenimento e immobilizzazione, inattività, ipostimolazione, separazione dagli oggetti di attaccamento, diminuzione e perdita di controllo sull’ambiente).

Le risposte allo stress sono alla base di molti problemi comportamentali del cane, in particolare dalla paura e dall’ansia deriva una comune risposta correlata allo stress.

Nella risposta agli stimoli (stressanti, ma non solo) c’è una componente importante, che è soggettiva e varia da individuo a individuo: la componente emotiva. Le emozioni, anche negli animali, sono essenziali per l’avvio delle risposte comportamentali, e fanno sì che un particolare stimolo sia associato a un effetto positivo o negativo (indirizzando anche la risposta comportamentale più appropriata). Le risposte emotive favoriscono, dunque, l’uso di comportamenti che aumentano la sopravvivenza. Nello stress cronico persiste una risposta emotiva negativa, che ha lo scopo di indurre un comportamento che allontani l’animale dalla situazione stressante, in realtà ciò non avviene e permangono solo gli effetti della prolungata risposta allo stress.

Lo stress cronico, e i problemi comportamentali che spesso ne derivano, sono incompatibili con uno stato di benessere del cane, perché fonte di disagio sia fisico sia psichico, e pertanto vanno riconosciuti e trattati nel modo più corretto.

 

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